venerdì 10 novembre 2017

Ballare il silenzio





Non so suonare. Non so ballare.
Solo - e poco e male - muovere la matita ed il pennello sulla carta, mentre ascolto questo:



In tanti pensano che i disegni acerbi ed incerti vadano tenuti in un cassetto. Non dico che abbiano torto.
Solo che io sento che devo mettere in atto la strategia opposta con me stessa. Altrimenti chiuderei anche tutta me stessa in quel cassetto. E un metro e settantaquattro ci starebbe scomodo dopo un po', effettivamente.



Non c'è un sistema che funzioni per tutti uguale.
Disegnare ogni volta è un rischio, è esprimere un segno per fermare un istante, è metterci la faccia, anche disegnando solo i piedi. È accettare anche gli errori e le paure.

lunedì 16 ottobre 2017

La Sicilia a Parigi. N'am'a scialari!




Dopo questo evento qui, ancora una volta ho avuto il piacere e l'onore di disegnare per celebrare il cibo italiano, e più precisamente di Sicilia - terra che amo particolarmente pur essendo una montanara nordica - a cui verrà dedicata a Parigi una bella festa a novembre, grazie a Alessandra Pierini e Alain Cirelli, presso Le Purgatoire - 54 Paradis.


Dunque: - N'am'a scialari! -
(trad. Andiamo a spassarcela! On va s'amuser!) 




L'illustrazione anche sull'ultimo numero di Paris c'est bon 

lunedì 9 ottobre 2017

Orecchiette giramondo (zucca cipolla e pistacchi)



Ci son periodi in cui l'agenda richiederebbe di possedere il dono dell'ubiquità.
Poi invece le giornate scorrono col culo inchiodato alla sedia, davanti al tavolo di disegno, per rispettare le scadenze di consegna.
Io però il senso del viaggio c'è l'ho dentro. C'è poco da fare, qualsiasi cosa pensi.
Così me ne creo uno anche quando mi alzo da qui e vado ad inventare il pranzo.
Parto così dal Bellunese (con una zucca nostrana - carrozza di cenerentola dolomitica! :-D), scendo in Puglia (orecchiette),  faccio una puntatina in Sicilia (pistacchi), e poi risalgo un attimo in Calabria (cipolle rosse di Tropea) in quei soli dieci minuti in cui cuocio ed impiatto una semplice pasta.
Facilissima, buona, veloce.

Unica condizione: aver cucinato prima (anche il giorno antecedente) in forno la zucca a fette, adagiata sulla leccarda, senza condimento e le cipolle, invece, tagliate a spicchietti, leggermente condite con olio, sale e erbette aromatiche dell'orto in una piccola teglia. Quest'ultime necessiteranno di maggior tempo di cottura, finché risulteranno belle morbide, ma preferibilmente anche un po' caramellizzate.

Mentre la pasta cuoce, ho tagliato la zucca a dadini e ne ho schiacciato la maggior parte con la forchetta, stemperandola con qualche cucchiaiata di acqua calda e salata di cottura della pasta.
Ho aggiunto la cipolla tagliata a pezzetti.
A parte ho tostato i pistacchi in un padellino.
Infine ho condito la pasta con la verdura aggiustando di olio e unendo ancora un po' d'acqua di cottura, per mantenerla cremosa.
Io non amo metterci il parmigiano, perché mi piace sentire il sapore netto delle verdure, quindi ho condito semplicemente con i pistacchi tritati e un'abbondante macinata di pepe nero.




martedì 5 settembre 2017

Pasta al gazpacho

Colpi di coda.
Qualche peperone e pomodoro ben maturo sul tavolo della cucina.
Mi illudo che l'estate non sia finita.
Intanto sulla mia scrivania è ricomparsa la tazza di tè caldo. Sob.





No, niente ricetta, né dosi.

quattro pomodori ben maturi
due peperoni
un pezzetto di cipollotto dolce
un ninìn d'aglio 
un cetriolo
erbe aromatiche a piacere
olio, aceto, sale e pepe q.b.

Ho cubettato un terzo della verdura e tenuta da parte per impiattare.
Il resto, frullato, condendo con olio e aceto secondo i gusti. Aglio e cipollotto, ad libitum. Un tocchetto di pan vecchio, sbriciolato, se si vuole aumentare al cremosità.
Era stata pensata e già fatta un po' di tempo fa, per essere mangiata fredda, col gran caldo, ma anche tiepida credo non sia male.







giovedì 31 agosto 2017

Vino

Mi piace molto disegnare per il mondo del vino.
Prima è nata questa etichetta:




Ora per lo stesso produttore ma per questo nuovo bianco, un Riesling, che ha preso il nome di "Col de Doro" dal colle bellunese sul quale questo vitigno è coltivato con rispetto e passione.
Un bianco da far girar ... la testa?!  Non solo!






Il vino è un composto di luce ed umore.
Galileo Galilei


giovedì 24 agosto 2017

I sogni degli altri

Effettivamente i sogni d'estate possiedono spesso tinte forti e lasciano talvolta emozioni vivide sulla pelle.
Così, in una notte d'agosto ne è nato uno un po' strano sulla carta, per mano di due bionde, Francesca Boccaletto (autrice e giornalista) e la sottoscritta, che senza premeditazione, a mezz'aria, si sono incontrate proprio lì in uno spazio surreale e nebuloso...

Io disegnavo da qualche giorno senza un obiettivo preciso, se non quello di sciogliere nuovamente la mano dopo una pausa vacanziera e lei, ad un po' di km di distanza, creava e appuntava conversazioni oniriche un po' con lo stesso spirito d'esercizio.
Nessuna delle due era però a conoscenza dell'operato dell'altra.
Tuttavia il caso ha voluto però che, con un po' di pudore e tra molte ilarità, ad un certo punto ci mostrassimo timidamente i rispettivi quadernetti.
In una fragorosa risata carica di stupore ed incoscienza, ci siamo dette all'unisono: - Ma perché non mescoliamo tutte queste cose? Potrebbe essere divertente! -

Così ha preso il via: I SOGNI DEGLI ALTRI, il nostro progetto onirico scritto e disegnato.









"Ci siamo incontrate a metà strada, nella terra di confine che accoglie i sogni. I nostri e quelli degli altri.
Abbiamo deciso di raccontare quello che abbiamo visto, o anche solo ascoltato, durante il nostro soggiorno in uno spazio sospeso. Ci piace pensare che qualcosa sia realmente accaduto."

--


"I sogni degli altri"
Illustrazioni: Roberta Cadorin 
Conversazioni: Francesca Boccaletto

Tutti i links per seguire il progetto online, qui:
blog:  isognideglialtriblog.wordpress.com/

facebook: www.facebook.com/Isognideglialtri/
instagram:  www.instagram.com/isognideglialtri/

mail: isognideglialtri@gmail.com




sabato 19 agosto 2017

Ciclamini




Passeggiando, ho trovato un tappeto inaspettato di ciclamini.
Quando gli occhi sono spalancati, ci si accorge di cose, piccolissime ed incantevoli, che sembrano lì, quasi per magia. 
E le mani e la matita vogliono prepotentemente catturarle.

mercoledì 9 agosto 2017

Ad-agio estivo




L’unità vissuta dal bambino piccolo: che stringe una mano, trova poi un polso, un braccio, e imparerà a capire come questi siano aspetti, cose, che possono essere distinti, dissociati, possono ricevere un nome, uno dopo l’altro; ma che ancora sa, nel più profondo della sua coscienza senza parole, che essi sono ‘uno’, in quanto vivono, respirano; e sperimenta quindi l’unità come intimità, come felicità. Passare, allora, con il contatto delle dita, da una ‘parte’ del corpo, se questa è la parola, a un’altra. E non sarà carezzare, ma l’esercizio di un senso di cui i cinque più tardi, compresa la vista, non saranno che vane ombre. Così sarà amare. Così sarà, così dovrebbe essere disegnare.

da "Osservazioni sul disegno – Il disegno e la voce", Yves Bonnefoy.

venerdì 30 giugno 2017

Melanzane e amici



Meravigliosa l'estate e le serate trascorse con amici belli...
La musica a volume alto, io cucino contenta.


4 melanzane lunghe viola striate
peperoncino
salsa Worcester
shoyu o tamari, (salsa di soia)
coriandolo fresco o prezzemolo
aglio
olio


Lavare e spuntare le melanzane.
Tagliarle per lungo in quattro e praticare delle incisioni sulla polpa, senza intaccare la buccia (per facilitarne la cottura)
Spennellare leggermente con olio. Cospargere con sale, peperoncino in polvere ed aglio (fresco o secco)
Cuocere in forno a 200°C per mezz'ora o q.b.
Lasciar raffreddare.
Mescolare 1 cucchiai di salsa Worcester con due cucchiai di salsa di soia e spennellare le melanzane.
Cospargere di coriandolo fresco tritato (o prezzemolo)
Lasciar riposare ed insaporire per qualche ora.





Buone servite con hummus o formaggio secondo i gusti.
Semplice, semplice.


mercoledì 21 giugno 2017

Abbracci musicali




"Di fronte a una sonata o a un quartetto che si ama, non sono esattamente idee, né parole, quelle che si affollano dopo l’ascolto; si sente che ci sarebbe tanto da esprimere, ma non in un ordine logico, e nemmeno coerente; è un impeto più simile a quello che a volte sfocia in un singhiozzo, in un abbraccio.”

J. Cortázar

lunedì 12 giugno 2017

Notturni

Notturni.
Disegnare (e rilegare) con John Field e poi a seguire.



In queste notti d'estate e luna piena:
https://youtu.be/AEgqHbe_WXQ



RIso e quinoa rossa con trota e salicornia




per 4 persone:

200 gr  riso basmati
50 gr di quinoa rossa (o riso venere o riso rosso selvatico)
un mazzo di asparagi
il filetto di una trota salmonata (o salmone o gamberi)
un limone non trattato (o arancia o pompelmo)
salicornia, qualche rametto (quantità a gusto, tenendo presente che è salata)
pepe (io ho usato del pepe Timut proviene dal Nepal che ha bacche più piccole e scure del pepe di Szechuan e possiede un'eccezionale nota agrumata che ricorda il pompelmo e il frutto della passione. In cucina si accosta bene con il pesce bianco e i frutti di mare. Ovviamente però potrete usare altro pepe o peperoncino)
olio extravergine d'oliva
sale



Lessare i cereali come da indicazione della confezione e lasciar raffreddare.
Lessare a vapore il pesce (o cuocerlo sulla griglia per un sapore più deciso), lasciarlo raffreddare e spezzettarlo.
Scottare in acqua bollente non salata la salicornia per un minuto (qualcuno la usa cruda, ma sinceramente essendo rimasta sul banco del pescivendolo io non mi sono azzardata a consumarla così) e tritarla grossolanamente a coltello.
Bollire gli asparagi e raffreddarli bene in acqua gelida, affinché preservino il loro bel verde.
Condire sul fondo di una capace ciotola gli asparagi a tocchetti con l'olio, il succo e le zeste dell'agrume, sale e pepe q.b.
Unire il pesce, la salicornia e i cereali.

Facile, veloce e fresco. 
L'avevo promesso qui, no?











giovedì 1 giugno 2017

Limone





[...]

Così, quando la tua mano
strizza l'emisfero
del tagliato
limone sul tuo piatto,
un universo d'oro
tu spargi,
un giallo calice
di miracoli,
uno dei capezzoli odorosi
del petto della terra,
raggio di luce convertito in frutto,
il minuscolo fuoco di un pianeta.


(P. Neruda)

mercoledì 24 maggio 2017

lunedì 22 maggio 2017

Tracce







Non so se questo fatto di non avere un paio d’ali sia premio o castigo […] Io non so se in questa schiena senza ali ci son grandi pianure da cui fare il decollo, se in questa spina dorsale ci sono istruzioni per la manovra di decollo, se sono io la freccia di questo arco della schiena, se sono io arco e freccia (M.G.) Ecco perché io, Roberta, amo che gli abbracci siano a tutto tondo: quando le mani arrivano a toccare le scapole, radici di quelle ali che non ci sono più o che debbono ancora spuntare.
Chi lo sa.

lunedì 8 maggio 2017

Gentilezza




La gentilezza nelle parole crea intimità.

La gentilezza nei pensieri crea profondità.

La gentilezza nel dare crea amore.

(versi Lao-tzŭ - illustrazione Roberta Cadorin) 

giovedì 9 febbraio 2017

Variazioni musicali



"Quello che esce fuori è ciò che sento.
Non mi va di fare una cosa così com'è. Devo cambiarla alla mia maniera.
È tutto quello che so.“


(Billie Holiday)


Io sottoscrivo coi miei pastelli nuovi che mi sono regalata e di cui mi sto innamorando.

lunedì 6 febbraio 2017

Musica






È un trapasso di forme da una vita / ad un’altra. Concerto in cui / cambia solo l’orchestra. / Ma la musica resta, è là.
versi di Mariangela Gualtieri








giovedì 2 febbraio 2017

lunedì 23 gennaio 2017

Sii dolce con me. Sii gentile.



Sii dolce con me. Sii gentile.

E’ breve il tempo che resta. Poi

saremo scie luminosissime

E quanta nostalgia avremo

dell’umano. Come ora ne

abbiamo dell’infinità.
Ma non avremo le mani. Non potremo

fare carezze con le mani.

E nemmeno guance da sfiorare

leggere.

Una nostalgia d’imperfetto

ci gonfierà i fotoni lucenti.

Sii dolce con me.

Maneggiami con cura.

Abbi la cautela dei cristalli

con me e anche con te.

Quello che siamo

è prezioso più dell’opera blindata nei sotterranei

e affettivo e fragile. La vita ha bisogno

di un corpo per essere e tu sii dolce

con ogni corpo. Tocca leggermente

leggermente poggia il tuo piede

e abbi cura

di ogni meccanismo di volo

di ogni guizzo e volteggio

e maturazione e radice

e scorrere d’acqua e scatto

e becchettio e schiudersi o

svanire di foglie

fino al fenomeno

della fioritura,

fino al pezzo di carne sulla tavola

che è corpo mangiabile

per il mio ardore d’essere qui.

Ringraziamo. Ogni tanto.

Sia placido questo nostro esserci -

questo essere corpi scelti

per l’incastro dei compagni

d’amore. 


Mariangela Gualtieri








I versi letti dalla stessa autrice qui: