martedì 24 marzo 2015

Naturalmente (2)

Stanca ma soddisfatta, ora posso raccontarvi del pranzo che abbiamo realizzato Dominique Gobbo ed io al ristorante Al Lumin a Zoldo Alto (BL) per l'evento "Naturalmente" che già vi avevo annunciato qui.
Primo giorno di primavera, sì ma... beffardamente il meteo non è stato clemente e poco dopo il mio arrivo in Zoldo, nel pomeriggio di sabato, ha iniziato a nevicare!
Non ci siamo però perse d'animo e, acceso il caminetto, dopo cena abbiamo cucinato fino alle 2 di notte per riprendere poi subito la mattina seguente.
Quando mi sono alzata domenica mattina questo era il panorama scorto dalla mia finestra.




Sole o neve, la sfida però era ormai stata lanciata: ideare e realizzare un menù interamente vegano/macrobiotico, senza l'impiego dunque di alcun prodotto animale, né derivati, né zucchero. Questo non tanto per fanatiche ed estremistiche convinzioni, ma per offrire un'occasione stimolante in cui sperimentare che è possibile abolire l'uso di alcuni ingredienti dalla nostra tavola, degustando pietanze però che regalino ugualmente gusto e piacere.
Avrei tanto voluto curare ancor più l'impiattamento, ma mi sono resa conto che cucinare e servire questo menù con tutte portate calde per 30 coperti prenotati ha ovviamente richiesto di velocizzare i gesti.
Le fotografie non sono realizzate da me, perchè ero troppo presa in cucina per potermene occupare anche se lo avrei voluto tanto fare, ma fortunatamente un amico prezioso ha documentato tutto, o quasi.


Boulanee (tipici "ravioli" afgani) ripieni di patata, cipollotto e cumino, solitamente fritti, ma qui in versione
light al forno [con variante glutenfree: crepes di mais e riso con ugual ripieno] e babaganoush
Farro con carciofi freschi, pomodori secchi e timo


Crema tiepida di cicerchie con puntarelle, caffè e pane croccante


 Riso con asparagi, piselli e aneto freschi su letto verde

  
Tagliolini d'orzo con agretti, mandorle tostate e zeste di limone (alternativa glutenfree con pasta di riso)

 Vegburger di lenticchie con "maionese" vegana al dragoncello
e contorno di verdure di fine stagione (broccolo, zucca, topinambur, indivia, cavolfiore, broccolo romanesco) e le loro puree


  
Tortino di mele, frutta secca e limone
Piccolo cremoso allo yogurt di soia con frutti di bosco e quinoa croccante
(tutto senza uova, zucchero e burro)


Pure pane e grissini sono stati fatti in casa.

Anche i dolci sono stati realizzati senza prodotti animali e pure senza zucchero. Quello a velo è stato spolverizzato sopra solo perchè gradito esteticamente (ma si può sostituire con cocco secco in polvere, che però io avevo scordato)

E dietro le quinte? forse vi chiederete.
Ecco qualche scatto in cucina, con Dominique ed il mio Giacomo, tra frenesia, risate, abbracci, concitazione, fatica, qualche calice di prosecco e tanto tanto divertimento.






I piatti che rientrano ripuliti in cucina, dopo l'apprezzamento dei clienti. Che soddisfazione!



 L'allegra brigata, stanca ma soddisfatta e felice

Nonostante la neve dispettosa, abbiamo riempito le sale di gente ed allegria (non posto foto per la privacy) e con nostro grande piacere qualcuno è arrivato perfino da Treviso e Venezia.
Un ringraziamento sincero a tutti i commensali presenti che hanno apprezzato i piatti e a Dominique - cuoremio - per la fiducia smisurata che mi ha dato, per le cose che ho imparato, ma soprattutto perchè lei sa bene a chi era dedicata questa giornata, con tutto il nostro amore.
Infine, ma non per ultimo, grazie anche ai miei uomini adorabili, mio marito e il mio cuochino Giacomo, che anche in quest'occasione hanno tifato per me e mi hanno aiutato tantissimo anche manualmente (solo il secondo mi ha firmato, orgoglioso, la liberatoria per le foto :-D )




Verde Vittoria

Più d'uno mi ha già domandato se ripeteremo la cosa. Eh, questo però non è il mio mestiere!  Quest'esperienza mi è servita per comprendere quanto impegno e fatica ci vuole per farlo sul serio, quindi esprimo ancora una volta tutta la mia ammirazione ed il mio rispetto a coloro che lo esercitano con passione e serietà, per professione, Dominique in primis.
Il mio intento in questo frangente era solo quello di dimostrare che si può cucinare buono, sano e bello anche eliminando ingredienti a cui si crede spesso non si possa rinunciare, esattamente come sempre ho divulgato nel progetto Salutiamoci per anni.
Io mi sono divertita un mondo ad offrirvi qualche pezzetto edibile di me.
Ora, però, deposto il cappello, riprendo il pennello.
Poi chi lo sa...



martedì 17 marzo 2015

Naturalmente (1)

È una storia lunga e bella, quella con la mia amica Dominique Gobbo, iniziata tanti anni fa con un'amicizia nata tra i colori ed un nome, "Animalmente", quando esponemmo il nostro bestiario disegnato, in una mostra a palazzo Crepadona a Belluno (con un racconto di accompagnamento scritto da Marina Neri).

Ora, dopo tanti anni, vogliamo giocare nuovamente insieme, ma questa volta in cucina.
Il nome è diventato "Naturalmente" e questo sarà il nostro modo per dare il benvenuto alla primavera in tavola, celebrandone i germogli verdi.

Abbiamo così studiato un menù vegano, non tanto per fanatiche ed estremistiche convinzioni, ma per offrire un'occasione stimolante in cui potremo sperimentare insieme come abolire o provare a limitare l'uso di alcuni ingredienti sulla nostra tavola, degustando pietanze che non per questo però mancheranno di regalare gusto e piacere. 
Dominique è chef nel suo ristorante Al Lumin. (vedi qui)

 
Dominique Gobbo e Roberta Cadorin
vi aspettano a pranzo per il giorno 22 marzo 2015
al ristorante Al Lumin di Zoldo Alto (Belluno) 
 
Per info e prenotazioni:
tel 0437 789192




Racconto e foto della giornata sono visibili in questo altro post: Naturalmente (2)



venerdì 13 marzo 2015

Verzuppa? Vellutata di pastinaca, patata e porro con shiitake e fichi secchi

Ricordate la signorina Verzuppa? Chi non la conosce, può vederla qui
Verde, rosa, bianca, gialla...

Ogni tanto la signorina ricompare sulla nostra tavola, senza preavviso né premeditazione, colorata e vanitosa.
Oggi si è presentata così, ma è scomparsa in un battibaleno!





Questa idea nasce esattamente nel breve tempo che serve per svuotare la borsa della spesa fatta un po' a casaccio, in velocità. (idem per la foto storta e fatta col cellulare)
Pastinache, patate per addolcire le prime, un po' di porro per insaporire e funghi shiitake* e tutto il resto per contrastare, rendere croccante e colorato.
Tutto facile, come sempre. E veloce. 
Parola di Cobrizo.


Le dosi sono risultate per 3 persone (sono un po' approssimative, eh).
400 gr di patate
150 gr di pastinaca (era una, grossa)
150 gr di porro (se volete la zuppa gialla usate solo la parte bianca con un pizzico di curcuma, se la volete verde usate invece pure anche il ciuffo verde)
170 gr di funghi shiitake freschi oppure secchi, in minor peso, rinvenuti in acqua tiepida, di cui però vanno scartati i gambi, perchè comunque troppo duri (ovviamente potrete usare anche altri funghi dal sapore delicato, ma gli shiitake regalano un aroma ed una consistenza ideali)
due fichi secchi morbidi
un paio di cucchiai di shoyu (salsa di soia)
qualche nocciola tostata o mandorla o altro a scelta (facoltativo)
semi di sesamo nero
olio extravergine d'oliva, sale e pepe

Mettere a bollire circa mezzo litro d'acqua (o brodo vegetale) e tuffarci patate e pastinaca pelate e porro mondato, il tutto tagliato velocemente a grandi pezzi.
Cuocere a pressione per 8-10 minuti (una ventina o q.b. in pentola normale).
Frullare finemente. Aggiustare di sale (che non sarà necessario se avrete usato il brodo).
A parte mondare ed affettare i funghi. In padella saltarli con un filo d'olio. Una volta appassiti, aggiungere lo shoyu (spostandosi dalla fiamma) mescolando velocemente, che così li caramellerà un poco. Tenere da parte.
Impiattare e decorare coi funghi, i fichi tagliati a fettine, i semi di sesamo, le nocciole (se gradite), una macinata di pepe nero e un filo d'olio.



* I funghi shiitake (il nome deriva da shii, la quercia su cui generalmente cresce questo miceto e take che significa fungo) è un fungo di antica origine cinese e diffusosi successivamente anche in Giappone.
Il Lentinula Edodes è conosciuto per le sue preziose proprietà tra cui quelle depurativa, diuretica, antipertensiva, immunostimolante (contiene infatti il lentinano, un betaglucano in grado di sollecitare macrofagi e linfociti) ed è utile in caso si calcoli renali.
A differenza di tutti gli altri funghi non affatica il fegato, ma anzi, lo aiuta a depurarsi.
Nella cucina giapponese viene solitamente usato per il dashi, cioè il brodo di base con il quale vengono consumati gli spaghetti di grano saraceno o di riso o nelle zuppe di miso.
Solitamente si trova secco, nei negozi di alimenti naturali e macrobiotici. Ora però si sta diffondendo anche fresco, coltivato in Italia.
Altre informazioni a riguardo qui