lunedì 27 agosto 2012

Questo (cobri)zucchero mi manda in sollucchero! Torta con pesche e mandorle, senza zucchero, burro e uova.



Io ci credo e ci provo da molto perchè la macrobiotica già me lo aveva insegnato, ma abolire lo zucchero (anche di canna integrale, come pure il miele) e dolcificare solo con l'utilizzo della frutta o il malto è una delle sfide lanciate ora anche da Salutiamoci.
Vi interessa perchè? Leggete un po' qui e qui e qui e qui...

L'idea di Cobrizo oggi è dunque quella di provare a polverizzare l'uvetta, anzichè usarla intera ed ammollata, e ricavarne una polverina dolcissima, profumata e molto versatile.
Ecco perchè questo cobrizucchero mi manda in sollucchero! :-DD


250 gr di farina semiintegrale (di farro, la mia)
100 gr di uvetta
70 di mandorle (le mie metà non pelate) o farina di mandorle
5 cucchiai di olio erxtravergine di oliva dal gusto delicato (o mais bio)
2 cucchiai di rhum o altro liquore (da evitare se la torta è per bambini)
220 gr di latte di riso (o altro latte vegetale non zuccherato)
3 cucchiai di succo di mela concentrato (o malto bio)
mezzo cucchiaino di semini di vaniglia vera (o buccia di limone)
un pizzico di sale
una bustina di cremortartaro
3-4 pesche mature (nella prima versione le mie erano percoche, quelle sode a pasta arancione, ma in questa foto vedete pesche gialli normali, che se volete potete anche non sbucciare; van benissimo però anche le peschenoci)
nulla vieta di provare con mele o pere, ad esempio

In un tritatutto ridurre a farina sottile le mandorle.
Quindi tritare molto finemente l'uvetta non ammollata (io la trito con la farina, così si polverizza e non diventa una pasta appiccicosa). Unirvi il cremortartaro, la vaniglia ed il sale.
Mescolare il latte con l'olio, il liquore ed il succo di mela (o il malto).
Impastare il composto secco con l'aiuto di quello liquido.
Versare in una tortiera oliata ed infarinata e decorare con le fette di pesche, disposte a raggiera ed un poco affossate. Bagnare con un cucchiaio di succo di mela versato a filo sulla frutta (facoltativo).
Cuocere in forno a 170° per mezz'ora o q.b., secondo il vostro forno.



Una volta sfornata, ancora calda, lucidare con due cucchiaini di malto allungato con due cucchiaini di acqua tiepida e lasciar raffreddare.
Conservatela in frigo!



In passato, in sostituzione dello zucchero ho provato ad usare anche il fruttosio, tra i tanti tentativi, con errori e scivoloni, (come potete notare in alcune ricette che trovate in questo blog), ma da un po' non lo utilizzo più.
Di recente ho letto anche di un recente studio scientifico che dimostra come una dieta ad alto contenuto di fruttosio rallenti l'attività del cervello, ostacolando la memoria e l'apprendimento. Alte percentuali di fruttosio nella dieta occidentale si trovano anche nello zucchero (che è composto per il 99,91% di saccarosio, un disaccaride, cioè uno zucchero formato da due componenti, una molecola di glucosio unita ad una di fruttosio) e lo sciroppo di mais (che, badate bene, non è malto!). Quest'ultimo poi, essendo poco costoso è ampiamente impiegato negli alimenti trasformati, comprese le bevande analcoliche, i condimenti, e pure negli alimenti per l'infanzia.
Facciamoci allora attenzione! Se interessa anche a voi, trovate l'articolo, in inglese, qui.
La soluzione non è però solo quella di vietare e cercare di sostituire lo zucchero, bensì quella di riadattarci alla corretta percezione del dolce. Con la lingua anestetizzata infatti non è facile distinguere nulla al di sotto di una certa soglia, ma rieducati a questa nuova percezione, si potrà cogliere e scoprire il sapore naturalmente dolce di moltissimi alimenti che lo zucchero non lo contengono affatto.


Ho infine una bella novità da comunicarvi!
E' on line il blog dedicato al nostro progetto di Salutiamoci:




Bri, Lorenza, Stella ed io ne siamo molto fiere, perchè grazie a tutti voi questo progetto sta prendendo corpo in modo sempre più serio e concreto.
Oltre che salutare, è contagioso, coinvolgente e divertente!
Nel blog troverete tutte le informazioni: lo spirito e le regole del gioco, le raccolte mese per mese delle ricette (coi link e i pdf), il calendario degli blog ospitanti, ma anche una bibliografia, alcuni video interessanti e via via molte altre cose.
Se già avete partecipato al gioco di Salutiamoci, vi invitiamo a linkare il logo della melina rossa che avete nelle vostre bacheche a questo nuovo blog.
Tutti coloro che vi han partecipato riceveranno una newsletter. La invieremo una sola volta al mese, come promemoria, per ricordarvi l’ingrediente del mese corrente e offrirvi la raccolta del mese precedente. Ovviamente potrete iscrivervi o cancellarvi dalla mail list quando lo vorrete.
Vi auguro buona visione e, se vi piace, aiutateci a diffonderlo!
Grazie ancora a tutti, ma soprattutto alle mie compagne d'avventura.




giovedì 23 agosto 2012

Crumble sì ma burro nì: crumble di pesche (per Salutiamoci)




Crumble sì, ma burro nì.
Mi è venuta un'idea per sostituirlo: la crema di nocciole!
Credo che anche la crema di mandorle (o forse il tahin?) potrebbe funzionare in alternativa, ma il sapore di nocciola ci sta davvero proprio tanto bene, secondo me.
E via di pesche allora, ancora per Brii e Salutiamoci.

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per 4 pirottini:
120 gr di farina semintegrale
20 gr di farina di mais integrale
50 gr di malto di riso
45 gr di crema di nocciole (senza cacao nè zucchero)
2-3 cucchiai d'acqua fredda (o q.b. a seconda della farina che usate)
un pizzico di sale
(io ho avanzato un po' di pasta con cui ho realizzato una mini-tortina, ripiena semplicemente con un'albicocca denocciolata, ma sarà sufficiente aumentate la dose di pesche per avere invece una porzione in più di crumble)


Impastare tutto brevemente. Ne risulterà un impasto parecchio sodo e asciutto. Non perdete tempo a provare a fare le classiche briciole da crumble! Formate una palla e, avvolta in pellicola, lasciatela riposare in frigo.

Intanto tagliate a cubetti due grosse pesche dolci e mature e aggiungetevi un cucchiaio di succo di mele concentrato (o di malto), un pizzichino di sale e qualche foglia di menta o melissa fresca.
Se gradite una nota più acidula aggiungete pure prugne o susine.

A questo punto mi è venuta la seconda idea: lo schiacciapatate! ;-)
Armatevi di bicipedi forzuti e premete la pasta formando dei "passatelli".
Compattateli un poco, ma non troppo, sopra la frutta ben livellata nei pirottini.

Cuocete in forno a 170° per 20 minuti.
Stemperate un po' di malto con altrettanta acqua ( io ho fatto 1C e 1C, ma se lo volete più lucido e ricco, abbondate) e, quando sono ancora caldi, versateglielo sopra.

Conservato in frigorifero, regge benissimo anche l'indomani.





martedì 21 agosto 2012

Timballo di melanzane, funghi e cous cous (bis)



Timballo alla mia nuova maniera, tutto a crudo.
Varianti e perfezionamenti di questa mia ricetta QUI.
Questa volta il cous cous è di mais; ci sono i funghi messi a crudo; l'aglio, anzichè le cipolle, nel sughino di pomodoro. Poi un tocco di acciuga, ma che si può anche omettere, per farlo vegan. Ho anche tolto lievito e pangrattato. (mentre i resti delle carote che vedete in foto erano sul tagliere per altra preparazione)
Monoporzioni in cocottine e via in forno, anche in notturna se il caldo è eccessivo.
Mi piace, ma proprio tanto che devo appuntarmelo qui, per rifarlo con porcini o finferli, appena ne acciuffo.



lunedì 20 agosto 2012

Orso o orzo? " Non ischerzare con l'orso, se non vuogli esser morso "

In quello che ho sempre detto non fosse un foodblog, ultimamente invece non ci son che ricette (per di più macrobiotiche, orrore! :-) ).
Qualcuno, che tifa perchè io faccia altro, mi ha chiesto:
- Qual è la cosa che ti riesce più facile fare in questi giorni? -
- Cucinare, in silenzio, da sola. -
- Orso. -
-Dicevi? Orzo? -
:-D


" Non ischerzare con l'orso, se non vuogli esser morso "





150 gr di orzo (decorticato o perlato) o altro cereale come riso, quinoa, bulghur
2 rape di barbabietole (con gambi e foglie)
50 gr di anacardi
15 olive taggiasche
valeriana q.b.
buccia limone
senape
pepe verde
olio e.v.o.
acidulato di umeboshi (è già salato ma, se utilizzate un altro tipo di aceto, aggiungetevi normalmente del sale)



Ma occorre la ricetta?
Vabbè, non offendetevi (serve a me il memorandum).

Lessare a vapore le rape sbucciate, affettate e tagliate a bastoncini.
Scottare brevemente anche le foglie e i gambi per mantenerne vivo il colore.
Mescolate il cereale con le rape affinchè si tinga di rosa.
Tostate gli anacardi.
Preparate una vinaigrette con senape, olio, limone, pepe verde, acidulato ed in un'insalatiera condite bene tutto unendo i gambi delle rape, la valeriana, le olive.
Tenete gli anacardi per ultimi e non fate come me che li ho aggiunti prima e si son tinti pure loro! :-(
Le foglie delle barbabietole potranno essere tritate insieme o usate per impiattare.


una versione analoga con quinoa, tofu ed alghe

sabato 18 agosto 2012

Timballo di melanzane e cous cous


Pensiate sia così matta, con questo caldo, da star a friggere le melanzane o mi sciolga sui fornelli per farle alla griglia?
No, certo che no.
Lo chiamo timballo perchè vi ho sperimentato un nuovo uso del couscous e solitamente questo termine prevede proprio preparazioni che includono spesso anche pasta al loro interno.
Altrimenti cambiategli voi il nome: la sostanza non cambia. ;-)





Fondamentale è la bontà della verdura, visto che non c'è formaggio a coprire i sapori.

800 gr ca di melanzane (le mie del tipo "graffiti")
[ p.s.: l'ho rifatto pure sostituendo le melanzane con zucchine, senza neppure la pre-salatura ed il pesto, ma utilizzando erbe aromatiche dell'orto ]
450 gr ca di passata di pomodoro fresco
3 grossi cipollotti freschi (300 gr ca.)
una tazzina di pesto di basilico fatto da me (solo basilico+pinoli+aglio+olio)
250 gr di cous cous (questa volta il mio era integrale, di orzo, ma andrà bene ovviamente il cous cous classico di semola oppure, se necessario, con quello di mais/riso risulterà pure glutenfree)
lievito alimentare* (opzionale)
pane grattugiato (da omettere per una versione glutenfree)
sale, peperoncino q.b.
erbe aromatiche a piacere


Le ho tagliate a fette tonde alte circa 3-4 mm con la mandolina. Le ho salate e messe sotto un peso a spurgare per qualche ora.
Intanto ho preparato un sugo semplice con olio, le cipolle tagliate a spicchi sottili e la passata fresca, con sale e peperoncino q.b. (potrete aggiungervi gli odori e le erbe che più preferite e non preoccupatevi se rimane liquido!).
Ho oliato quindi una teglia di ceramica.
Ho disposto uno strato di melanzane, qualche tocco di pesto; poi ho sparso qualche cucchiaiata di cous cous (crudo!) e infine ho coperto con la passata che, anche se liquida, meglio sarà assorbita.
Ho proseguito così a strati alterni, fino ad esaurimento degli ingredienti, terminando con uno strato di melanzane leggermente condite di sugo (e appena un tocco di cous cous per dare una nota croccante sulla crosta superiore).
Un filo d'olio, un po' di lievito a scaglie e di pane grattugiato.
In forno a 180° per 45 min ca.
A seconda del vostro forno, cuocete magari coperto con alluminio sin verso la fine e poi passatelo sotto il grill.

In piccole porzioni come antipasto o come primo od unico piatto, migliora ancor più col riposo e regge benissimo anche il giorno dopo, per i vostri picnic o le ultime grigliate di fine estate.


Se questa ricetta ti è piaciuta guarda anche questa versione!

* il lievito alimentare si distingue dal normale lievito di birra per panificazione per essere costituito da cellule della specie Saccharomycies cerevisiae idoneamente essiccate e prive di effetto fermentativo. Viene prodotto in modo naturale su colture di melassa.


venerdì 10 agosto 2012

Torta ai 6 cereali con pesche ed albicocche



Come dicevo a Brii (che ospita Salutiamoci ad agosto con le pesche), ero così pigra da non avere voglia di andare a prendere una sedia o qsa per fare una foto decente dall'alto così l'ho fatta in punta dei piedi... ho pensato, tanto poi la taglio... ma momenti finisco dentro con la macchina e tiro giù tutto!
Così ho lasciato i piedi perchè mi ricordano la scena e mi fanno tanto ridere! :-D

Questa torta, oltre che per Salutiamoci, nasce dall'esigenza di svuotare la dispensa da un po' di farina bianca che uso talvolta per tagliare quella totalmente integrale e da cereali in fiocchi che in questo periodo non c'è proprio voglia di cucinare.
Ovviamente nulla impedisce di ricavarsi la farina partendo dai chicchi interi integrali dei cereali (a me infatti è piaciuta molto anche ad esempio la versione che ne ho fatto con 70 gr invece di grano saraceno tritato) o di usare invece farina integrale o semiintegrale.
Ho usato poi delle pesche saturnine, particolarmente dolci, ma non ne avevo a sufficienza per farla esclusivamente con quelle ed ho aggiunto alcune albicocche.


70 gr di fiocchi di cerali misti (i miei un mix di avena, frumento, orzo, segale, riso e farro)
100 gr di mandorle non sbucciate
200 gr di farina bianca (leggere sopra!)
80 gr di malto (più un cucchiaio per lucidarla)
60 gr di olio d'oliva evo delicato
una manciata di uvetta
pesche saturnine ed albicocche q.b
230 gr di latte di riso non zuccherato (o altro latte vegetale)
una bustina di cremortartaro
1/2 cucchiaino di cannella
un pizzico di sale

Tritare finemente i fiocchi con le mandorle e mescolarli alla farina, il sale, il cremortartaro e la cannella.
Unire il malto, l'olio ed il latte e mescolare ancora.
Versare in una teglia, cospargendo con l'uvetta. Decorare con la frutta a pezzi, affossandola un po' nell'impasto.
(Nei buchetti rimasti ho messo una granola croccante di cereali, ma si può omettere tranquillamente o sostituire con noci, mandorle, ...)
Cuocere a 170° per 30 minuti o q.b.
Una volta sfornata, ancora calda, lucidarla con un cucchiaio di malto leggermente diluito con un po' d'acqua tiepida.



altre idee con le pesche:

crostata con pesche e pepe rosa

torta morbida con pesche, corn flakes e semi di papavero





giovedì 9 agosto 2012

A naso


Sono andata al cinema a vedere "Detachment".
Mi piace molto Adrien Brody. In questo film è un meraviglioso Gaber ammericano, bravissimo e commovente, (attorniato da un cast di gran pregio: Marcia Gay Harden, Lucy Liu, James Caan) che recita la parte di un insegnante apatico, anaffettivo e distaccato.

La trama non sarà chissà che, hanno detto taluni, - l'ennesimo film sulla scuola pubblica americana? - ma anche un film sul dolore, ed il distacco, come arma per sopportarlo, che racchiude involontariamente un'incelabile autenticità.
Nel film la citazione di Camus recita: "Non mi sono mai sentito allo stesso tempo cosí distaccato da me stesso e così presente nella realtà". Mi ha ricordato: "Chi ha subito un danno è pericoloso, perché sa di poter sopravvivere" di quest'altro film e ho ripensato all'illusione di credere di poter sempre e comunque bastare a sè stessi perchè vi si è abituati a doverlo fare.

“Io sono una non-persona: mi vedi ma sono vuoto.”
di quante non-persone ci si innamora nella vita, riflettendosi nei loro occhi per poi perdersi nella loro voragine che solo raddoppia il nostro vuoto? a voi non è mai accaduto?

Un film sull'insegnamento prima di tutto, su quell'intima relazione che si instaura tra maestro ed allievo e che va a sovrapporsi alla trama che già si è inevitabilmente tessuta tra quello stesso figlio e i suoi genitori.
Duro e sconquassante, anche se animato ed inframmezzato da graziose parentesi scarabocchiate sulle schermo in stop-motion e flash dal regista inglese Tony Kaye (che ho scoperto anche pittore), mi ha commossa in più di una sequenza lasciandomi addosso un senso di impotenza nel pensare a mio figlio.
Auspicandomi che non ripercorra i miei trascorsi scolastici, purtroppo segnati da un costante senso di inadeguatezza, angoscia e repressione per una classe docenti liceale davvero da ricovero psichiatrico, penso a quella linea sottile che divide la chiusura ed il distacco di un figlio-allievo che soffre in silenzio (con un buon rendimento scolastico che sembra solo un'inconsapevole riverenza verso i genitori) e la rabbia (e spesso uno scarso rendimento scolastico) invece di colui che si ritrova con sensibilità e talento schiacciati da insegnanti miopi e una famiglia assente o rigida ed impaurita.
No, non sono una di quelle figlie che scaricano ancora tutta la responsabilità sui genitori o gli insegnanti: sono grata di esservi sopravvissuta e di avere conosciuto la possibilità di superare il distacco e ho preferito sempre evitare di insegnare io stessa per il timore di scivolare inconsapevolmente nella rivalsa.
Non sono neppure una di quelle mamme che stanno sempre ed esclusivamente dalla parte dei figli, di fronte agli insegnanti. Anzi, mi rimprovero di essere spesso troppo severa verso me stessa e mio figlio, ma mi interrogo continuamente sulla possibilità di trovare una possibilità di svolta, tra l'imprinting della famiglia e quello della scuola, per dar voce invece all'essenza autentica dell'essere.
Ma esiste?

“Non è indispensabile essere forti, è importante sapere che le persone a volte mancano di consapevolezza.”e forse allora può aiutare solo il perdono?

"L'interesse richiede coraggio e il coraggio richiede carattere.

E' il mio mantra di questi giorni.

“Non basta avere qualcuno che ti insegni. A volte ci vuole qualcuno che ti aiuti.”

Un insegnante talvolta dovrebbe riflettere che se il "suo" metodo non dà risultati, forse può essere anche il metodo a non funzionare con "quell"'allievo. Quanto ho desiderato insegnanti che mirino ad incoraggiare gli alunni, ad accrescere la fiducia in se stessi e non a piegarne la volontà!
Che responsabilità però, poveri cristi, se ne sono consapevoli.

“L’unico modo per sopravvivere è poter preservare la nostra mente.”Parole sante. Punto e basta.
Peccato davvero, secondo me, che in Italia questo sia arrivato nelle sale quando la scuola è oramai chiusa e molti genitori ed insegnanti sono in vacanza!
Un sospiro di sollievo l'ho trovato e ve lo segnalo in questo video grazioso che riprende una bella frase di Robert Fulghum: Tutto quello che mi serve sapere l'ho imparato all'asilo.





grazie Carla :-)

lunedì 6 agosto 2012

Il gusto della terra

In montagna ho visto orti strepitosi abbracciati da prati curati come tappeti.


Parevano un miraggio nella pace e nel silenzio, con solo la vetta a far da guardia.



Ho rubato un delizioso cetriolo, lo ammetto (ma confessato anche al legittimo proprietario), ed abbiamo portato nel cuore, a casa, un fermento verde che non riuscivamo ad ignorare.



Così, anche se decisamente in ritardo sulla stagione, pure Cobrizo e la sua banda di manovalanza, si son decisi a far esperimenti verdi a casa.


Poche cose vista la stagione inoltrata: insalata, cavoli cappucci e cavolo nero.
Vedremo se qualcosa si riuscirà a produrre...

Ogni volta rimango incantata dalla magia che scaturisce da un seme. Quanta energia vitale!
Vi segnalo questi video realizzati da Matthew Moore, un giovane filmmaker e agricoltore che ci invita ad osservare attentamente il nostro cibo crescere, per comprendere meglio la potenzialità che ha un seme e la fatica che le piante impiegano per donarci i frutti.
Con un processo di time-lampse photography ha documentato la crescita, giorno dopo giorno, della verdura nella sua farm a Phoenix concentrando in pochi secondi lo sbocciare di un germoglio.




Questo ed altri video li trovati qui: Digital Farm Collective.
Moore sta sviluppando un archivio di film “viventi” invitando anche altri agricoltori di tutto il mondo a documentare come in pochi anni la terra si stia trasformando in una periferia urbanizzata. Questi filmati, si auspica, serviranno come istruzione e non solo intrattenimento, per far riflettere su come i frutti della terra siano in realtà sporchi di polvere e macchiati dal sole e dall'acqua e non solo belli e lucidati come la maggior parte della gente li conosce sui banchi dei supermercati.
il suo sito Urban Plough

E' più facile capire ora perchè è preferibile mangiare un chicco intero, vivo, anzichè una farina lavorata e magari raffinata che arriva nella nostra cucina mesi dopo che i chicchi sono stati raccolti? (vedi qui)
Ecco perchè cerco di mangiare integrale e, se possibile bio (non son fanatica a tutti i costi perchè ogni fanatismo credo abbia le sue pecche). Ecco perchè Salutiamoci predilige e consiglia gli ingredienti integrali e bio, anche se comprende che non tutti possono coltivarseli a casa o andare a prenderseli dal contadino.

giovedì 2 agosto 2012

Salutiamoci. Agosto e le Pesche. Tortine alla pesca

Con agosto si cambia pagina.
La zucchina si è trasformata... in pesca. Pronte le esche per pescar le pesche? :-))
Ma sapete che siete stati ben 90 a partecipare a luglio, con la zucchina? Grazie, grazie, e ancora grazie!
Ho ordinato le ricette arrivatemi (qui tutto l'elenco aggiornato) e presto sarò felice di presentarvi il pdf e pure la bella novità di poter visitare il nostro nuovo blog, dedicato esclusivamente a Salutiamoci, che raccoglierà tutte le ricette di questi mesi e di quelli a venire, con il calendario aggiornato e tutte le informazioni necessarie.
L'instancabile Brii (che ha avuto la bella idea di lanciare questa iniziativa) intanto per tutto il mese di agosto ospiterà l'iniziativa sul tema della pesca per tutto il mese Salutiamoci.
Potevo farle mancare un dolcino di buon auspicio?




170 gr di farina integrale (a scelta)
130 fr di farina bianca
50 gr di albicocche secche tagliate e fettine sottili
50 gr di olio di oliva leggero o di mais
80 gr di succo di mela concentrato
150 gr di succo di mela normale (o più, secondo il tipo di farina) o acqua o latte vegetale
una bustina di cremortartaro
un pizzico di sale
1/2 cucchiaino di vaniglia (non vanillina che è chimica!) in polvere
una grossa pesca dolce e matura



Cuocere per 25-30 min in forno già caldo, a 170°.





Riguardo allo zucchero, non è solo il discorso glicemico da tenere da conto (Arianna ne parla approfonditamente qui).
Il consumo di zucchero fa aumentare la quantità di lipidi circolanti nel sangue.
Lo zucchero comunemente usato è composto per il 99,91% di saccarosio (quello integrale poco meno: il 90,61% rispetto al 56,28% dello sciroppo d'acero, il 3-4,6 dello sciroppo d'agave e lo 0% nel malto di riso) che è un disaccaride, cioè uno zucchero formato da due componenti, una molecola di glucosio unita ad una di fruttosio.
Il primo viene metabolizzato direttamente mentre il secondo deve essere trasportato al fegato per essere trasformato in glucosio, in una serie di reazioni però che formano pure dei precursori del glicerolo e degli acidi grassi, che si combinano tra loro a creare trigliceridi. Ecco perchè l'uso dello zucchero provoca anche un innalzamento dei trigliceridi ed un abbassamento del colesterolo HDL con ovvio rischio nel tempo di favorire le malattie cardiovascolari. (è per questo motivo che non è sufficiente per alcuni bambini ridurre il valore del colesterolo riducendo solo i grassi nella dieta se non si riducono anche gli zuccheri!)

Inoltre in questo processo si creano delle proteine "glicate", cioè un tipo particolare di proteine che nascono dall'unione di proteine con carboidrati. Queste hanno la caratteristica di depositarsi su vari tessuti, irrigidendoli e riducendone la funzionalità (sono ritenute responsabili della ridotta funzionalità renale con conseguente comparsa di diabete).
Da studi accertati il saccarosio consumato da persone di sesso maschile aumenta anche la produzione di ormoni femminili e spiega, associato magari all'uso di latticini (ovviamente ricchi d'ormoni, essendo prodotti da organi sessuali animali), l'incidenza sempre maggiore di ginecomastia, cioè lo sviluppo delle mammelle nell'uomo e relative patologie tumorali della stessa.
Lo zucchero aumenta il rischio di calcoli alla colecisti, calcoli renali e favorisce l'osteoporosi per l'ormai nota a tutti demineralizzazione che provoca, con aumento dell'escrezione del calcio attraverso le urine e l'inibizione della capacità dei globuli bianchi di esercitare un'azione difensiva per ore dall'ingestione di zucchero, nonchè l'aumento dei radicali liberi nel sangue con un ovvio abbassamento delle difese di tutto l'organismo.
Un dato inquietante è anche quello che si riferisce alla responsabilità dello zucchero, consumato eccessivamente in gravidanza, nelle alterazioni congenite del tubo neurale (spina bifida, per es.).

Interessante no?
La conclusione è che i dolci comunque debbono essere consumati sporadicamente e non quotidianamente, predilegendo ricette semplici, ingredienti di qualità e possibilmente evitando lo zucchero a favore di succo di mele, frutta secca (come albicocche, uvetta, ecc...) e malto (che comunque all'inizio aiuterà non poco a vincere le inevitabili crisi di astinenza).

Se volete approfondire queste informazioni: "Il grande libro dell'ecodieta" di Carlo Guglielmo.
A proposito di zucchero, - lo so sono ripetitiva e noiosa, ma qualcuno ancora magari non ne ha mai sentito parlare e magari ad esempio soffre di emicranie ricorrenti - consiglio sempre caldamente anche la lettura di "Sugar Blues. Il mal di zucchero" di William Dufty


Ora correte a comperare qualche buona pesca e inventatevi una ricetta semplice per Brii, ricordando però di seguire la tabella di Salutiamoci!